Il porto di Ancona si è trasformato in un luogo di incontro tra cultura, territorio e sapori grazie a “Gustaporto”, iniziativa che ha portato al centro della scena le tipicità enogastronomiche locali. All’interno di questo contesto, la partecipazione ha rappresentato un’occasione per raccontare e far conoscere alcune delle proprie specialità, proponendo al pubblico un’esperienza diretta e autentica. I visitatori hanno potuto degustare prodotti e preparazioni che esprimono il legame con il territorio, in un ambiente suggestivo e inusuale come quello portuale. “Gustaporto” si conferma così come un format capace di valorizzare le realtà locali, creando connessioni tra operatori, pubblico e contesto urbano. Un evento che non si limita alla semplice degustazione, ma diventa momento di condivisione e racconto, dove il cibo si fa veicolo di identità e cultura....

Garden Bistrò, un punto ristoro nel cuore del vivaio si Pellegrini per il periodo natalizio. Durante il periodo natalizio, il vivaio Pellini Garden di Civitanova Marche ha ospitato un’iniziativa che unisce natura, convivialità e ristorazione: il Garden Bistrò. All’interno dello spazio verde è stato allestito un punto ristoro temporaneo, pensato per accompagnare i visitatori durante l’esperienza nel vivaio. Tra piante, decorazioni e atmosfera natalizia, il bistrò ha offerto una proposta gastronomica semplice e accessibile, contribuendo a rendere la visita ancora più completa. La collaborazione con Pellini Garden rappresenta un esempio di integrazione tra retail e food, in cui il momento d’acquisto si trasforma in un’esperienza più ampia. Un format che valorizza il contesto e crea nuove occasioni di incontro per il pubblico locale....

Tarassaco, agricoltura sociale e filiera locale al centro della collaborazione Un modello di collaborazione che valorizza il territorio e le persone: è quello sviluppato con Tarassaco, realtà locale attiva nella produzione agricola e nell’inclusione sociale. Si tratta di un gruppo di produttori che coltiva ortaggi e materie prime seguendo un approccio sostenibile, coinvolgendo anche persone in situazioni di fragilità. Parte di questi prodotti viene utilizzata direttamente, mentre una quota viene trasformata, contribuendo alla creazione di una filiera corta e controllata. La collaborazione consente non solo di garantire qualità e tracciabilità delle materie prime, ma anche di sostenere un progetto che integra agricoltura, lavoro e inclusione sociale. Un esempio concreto di come il valore di un prodotto possa andare oltre l’aspetto alimentare, generando impatto sul territorio....

Civitanova, il “pasto sospeso” diventa un gesto concreto di comunità A Civitanova Marche prende forma un’iniziativa che unisce solidarietà e ristorazione: il “pasto sospeso”. L’idea nasce con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà, attraverso un meccanismo semplice e accessibile. Presso il bar aderente al progetto, i clienti hanno la possibilità di contribuire lasciando una quota destinata alla donazione di pasti, che vengono poi distribuiti grazie al supporto di realtà alimentari locali del territorio. Un circuito virtuoso che coinvolge cittadini, attività commerciali e associazioni. Il progetto si inserisce in un contesto in cui la solidarietà di prossimità assume un ruolo sempre più centrale, dimostrando come anche piccoli gesti quotidiani possano generare un impatto reale e tangibile nella comunità....

Un pomeriggio nelle campagne di Montecosaro non è mai solo un pomeriggio. Andrea e Marco sono partiti senza fretta, come si fa quando sai già che non stai andando semplicemente da un fornitore. Stai andando da qualcuno con cui condividi qualcosa di più. Strade di campagna, silenzio, l’aria che cambia man mano che lasci la città alle spalle. L’Azienda Agricola Mei appare così, senza bisogno di presentazioni. Terra, lavoro, verità. Tutto quello che spesso manca altrove. Siamo andati a trovarli perché sono nostri fornitori, sì. Ma sarebbe riduttivo fermarsi lì. La realtà è che dietro a ogni prodotto che utilizziamo c’è una relazione, una storia, un legame che nel tempo è diventato qualcosa di concreto. Andrea e il titolare di Mei si sono conosciuti in un momento particolare. Di quelli che non programmi, che non cerchi, ma che in qualche modo cambiano il modo in cui guardi le persone. Da lì è nata un’amicizia vera, pulita, senza sovrastrutture. E quando succede, il lavoro diventa solo una conseguenza naturale. Abbiamo camminato tra i campi, parlato senza fretta, ascoltato. Perché certe realtà vanno capite così, senza filtri. Non si tratta solo di produzione, numeri o forniture. Si tratta di rispetto per quello che si fa ogni giorno. Ed è questo che cerchiamo: persone prima ancora che prodotti. Quando scegliamo con chi lavorare, scegliamo anche il tipo di storia che vogliamo raccontare. E quella con Mei è una storia che parla di fiducia, di tempo e di cose fatte bene. Il pomeriggio è finito come iniziano le cose belle: senza accorgersene. E mentre tornavamo, una cosa era chiara. Alcuni legami non nascono per lavoro. Il lavoro, semmai, arriva dopo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]...

Benvenuti in Buonissimo 🍝 Il nuovo format di cucina firmato Sandwichtime Nel mondo della cucina, le idee migliori nascono spesso dalla condivisione: una ricetta tramandata, un ingrediente scoperto per caso, una sfida tra amici davanti ai fornelli. È proprio da questo spirito che nasce Buonissimo, il nuovo format di cucina ideato da Sandwichtime, pensato come un vero e proprio laboratorio creativo dove sperimentare, divertirsi e raccontare il cibo in modo autentico. Buonissimo non è semplicemente una serie di ricette. È uno spazio di incontro, un luogo dove la cucina diventa esperienza, gioco e collaborazione. Ogni episodio prende vita grazie all’energia e alla creatività dei nostri ragazzi, affiancati da Andrea, pronti a mettersi in gioco tra fornelli, ingredienti e nuove idee. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: trasformare ogni piatto in una storia da raccontare. In Buonissimo si prova, si sbaglia, si ride e soprattutto si sperimenta. Dalle ricette più classiche a quelle più originali, ogni preparazione diventa un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo e condividere la passione per il buon cibo. Uno degli aspetti più speciali di questo format è che Buonissimo non appartiene solo a chi lo realizza, ma a tutta la community. È un progetto aperto, dinamico, in continua evoluzione. Non esiste una sola direzione: le idee possono arrivare da chiunque. Ed è proprio qui che entrano in gioco anche i nostri clienti. Chi segue Buonissimo potrà partecipare attivamente proponendo ricette, sfide culinarie o ingredienti particolari da utilizzare nelle prossime puntate. Un modo per coinvolgere direttamente il pubblico e trasformare ogni episodio in qualcosa di unico e imprevedibile. Immaginate di suggerire un ingrediente insolito e vedere i nostri ragazzi alle prese con una ricetta completamente nuova. Oppure proporre una sfida tra piatti tradizionali e reinterpretazioni moderne. In Buonissimo tutto questo è possibile, perché il format nasce proprio con l’idea di costruire insieme un viaggio culinario. Questo approccio rende ogni contenuto spontaneo e autentico. Non si tratta di una cucina perfetta e patinata, ma di una cucina vera, fatta di tentativi, intuizioni e momenti condivisi. È la stessa cucina che troviamo nelle nostre case, dove il bello sta proprio nel provare qualcosa di nuovo. Dietro Buonissimo c’è anche la volontà di valorizzare la creatività del team Sandwichtime e dei suoi collaboratori. Ognuno porta la propria idea, il proprio gusto, la propria personalità. Il risultato è un mix di stili, sapori e ispirazioni che rende ogni episodio diverso dal precedente. In fondo, la cucina ha sempre avuto un potere speciale: quello di unire le persone. Che si tratti di un pranzo tra amici, di una cena in famiglia o di una ricetta condivisa online, il cibo diventa un linguaggio universale capace di creare connessioni. Buonissimo nasce proprio da questa idea. Un format che celebra la creatività, la partecipazione e il piacere di stare insieme davanti a un buon piatto. E questo è solo l’inizio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]...

By Marco Paniccià Amo le tazze, a casa ne ho una che uso solo io, soprattutto la sera con una tisana, e nessun altro tocca proprio perché è mia Amo le tazze perché mi danno una sensazione di intimità, di privacy, anche in mezzo alla gente, con il rumore della tv o dei ragazzi, sono una piccola isola di silenzio tutta per me E una tazza volevo fare per tutti gli amici che vengono al Sandwich Time, perché si portassero a casa un pezzetto di noi L’abbiamo fatta e, credo, l’abbiamo fatta bene, in collaborazione con la Caritas di Civitanova così si da una mano anche a quelle persone per cui, la tazza, è l’ultimo problema Sono qui, sono al Sandwich Time e, l’altro giorno, guardandole mi è tornata in mente una frase letta non so dove, ma che sicuramente è di Bruce Lee “Se metti l'acqua in una tazza, diventa la tazza. Metti l'acqua in una bottiglia e diventa la bottiglia, mettila in una teiera, diventa la teiera. Ora l'acqua può scorrere o può schiantarsi” Mi è sembrata una perfetta metafora del periodo in cui stiamo vivendo, un po’ di qua e un po’ di là, con la necessità di far assumere forme diverse al nostro lavoro, di modellarlo sui contenitori che ci vengono assegnati Qualcosa che, secondo me, non finirà con la fine delle zone colorate, perché questi 15 maledettissimi mesi ci hanno cambiato profondamente, nel privato e professionalmente Il nostro modo di essere e di lavorare ha dovuto adattarsi a “tazze” diverse Tutti parliamo, speriamo, magari anche preghiamo, di ritornare alla normalità, ma la prossima normalità, sono sicuro, non sarà quella di prima È cambiato il contenitore ed è cambiato il contenuto, siamo tutti diversi rispetto a un anno e mezzo fa, più fragili e più consapevoli della nostra fragilità e l’unico modo per contrastarla, ancora una volta, è cambiare Noi qui al Sandwich lo stiamo facendo, con Andrea ne parliamo di continuo, perché anche la nostra proposta deve tenere conto di quanto è successo per tornare a una nuova, ancora inesplorata, normalità E voi, come la immaginate la vostra normalità? PS: comprate la nostra tazza, porterà bene perché da una mano a chi la normalità neanche la conosce...